Forse l’uno o forse l’altro chi sa…

Sicuramente qualcosa di vero c’è, sembianze umane, un volto, le mani, il prolungamento ideale di un cervello che elabora ed emette impulsi visivi liberi di coniugarsi con l’aria che si respira.

Andando avanti mi guardo indietro e scruto il passato che si racconta, mi fermo, annuso il suo profumo e lo raccolgo. Camminando verso il futuro mi faccio strada tra innumerevoli quantità di materia e incomincio a raccogliere. A questo punto mi giro e mi rigiro, scelgo una direzione, guardo i colori, tocco i pennelli, prendo la materia, stendo la tela e tutto si trasforma e si anima in una rappresentazione goliardica dell’Essere.

Il buio e la luce, il giorno e la notte, una canzone che scorre, gli sguardi delle persone sono la cornice ideale per la metamorfosi artistica. Una forma di romanticismo pittorico che sprigiona un ardore cromatico in tutte le mie rappresentazioni.

Io credo nell’”Arte di saper giocare con l’Arte”, il cui significato nasce dalla voglia di vedere la vita sotto il suo profilo più curioso e comico: dagli oggetti ai volti, dalle immagini ai segni, il tutto condito dal sapore di mille e una sfumatura di colore.

“Il mondo è costipato di cose indegne…
ma domani non è sempre aperto lo sfasciacarrozze!!!”